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venerdì 28 agosto 2009

Si riparte


Non potendo rispondere, se non con la menzogna, Silvio Berlusconi ha deciso di portare in tribunale le dieci domande di Repubblica, per chiedere ai giudici di fermarle, in modo che non sia più possibile chiedergli conto di vicende che non ha mai saputo chiarire: insabbiando così - almeno in Italia - la pubblica vergogna di comportamenti privati che sono al centro di uno scandalo internazionale e lo perseguitano politicamente.

E' la prima volta, nella memoria di un Paese libero, che un uomo politico fa causa alle domande che gli vengono rivolte. Ed è la misura delle difficoltà e delle paure che popolano l'estate dell'uomo più potente d'Italia. La questione è semplice: poiché è incapace di dire la verità sul "ciarpame politico" che ha creato con le sue stesse mani e che da mesi lo circonda, il Capo del governo chiede alla magistratura di bloccare l'accertamento della verità, impedendo la libera attività giornalistica d'inchiesta, che ha prodotto quelle domande senza risposta.

In questa svolta c'è l'insofferenza per ogni controllo, per qualsiasi critica, per qualunque spazio giornalistico d'indagine che sfugga al dominio proprietario o all'intimidazione di un potere che si concepisce come assoluto, e inattaccabile. Berlusconi, nel suo atto giudiziario contro Repubblica vuole infatti colpire e impedire anche la citazione in Italia delle inchieste dei giornali stranieri, in modo che il Paese resti all'oscuro e sotto controllo. Ognuno vede quanto sia debole un potere che ha paura delle domande, e pensa che basti tenere al buio i concittadini per farla franca.

Tutto questo - la richiesta agli imprenditori di non fare pubblicità sul nostro giornale, l'accusa di eversione, l'attacco ai "delinquenti", la causa alle domande - da parte di un premier che è anche editore, e che usa ogni mezzo contro la libertà di stampa, nel silenzio generale. Altro che calunnie: ormai, dovrebbe essere l'Italia a sentirsi vilipesa dai comportamenti di quest'uomo.

www.repubblica.it

il 3 si riparte, allacciate le cinture

venerdì 5 giugno 2009

Di nuovo Prato e Firenze?! Di nuovo Prato e Firenze!


Foto di Guido Mazzoni

Bentornati siore e siori a questo incredibile spettacolo! Riassunto della puntata precedente, un po' come a Beautiful (solo che qui di bello c'è poco, e di sicuro durerà di più di qualche milione di puntate da mezz'ora)
- Il 2 giugno, festa della Repubblica, Silvio Berlusconi è sbarcato a Firenze e a Prato. A Firenze è stato impedito addirittura l'accesso alla piazza davanti al grand hotel dove il Silvio nazionale avrebbe parlato alla sua schiera di adoratori, grazie alla prontezza di spirito della polizia che ha lasciato che il servizio d'ordine del PDL filtrasse la gente ("tu entri, tu no che mi sai di fricchettone"). Clamoroso il caso, ripreso da una telecamera, del ragazzo che dice "Siete venuti per applaudire? No? Allora restate fuori!" Non solo non si può parlare, ma anche ascoltare adesso è diventato vietato.
A Prato Belrusconi si è barricato dentro l'Anfiteatro Pecci, e non ha messo il naso fuori. Racconto in prima persona in quanto presente, ci eravamo messi ad aspettarlo ad almeno 100 metri dall'entrata, ben sapendo che non ci avrebbero fatto avvicinare di più. 300 persone che stanno a 100 metri di distanza non sono poi una gran minaccia, ma quando è arrivato il premier la polizia ha iniziato a spintonare e ci ha respinti a circa 500 metri. Siamo diventati invisibili. A nessuno che non fosse evidentemente dle PDL è stato concesso entrare per ascoltare. Nessuno. Ci ho provato pure io, ma mi è stato detto che non ero presentabile... e non è che vada in giro con la cresta, lo ribadisco.
Quando il comizio è iniziato ci siamo spostati sul retro dell'anfiteatro per farci almeno sentire ma li sono iniziati i problemi con polizia e carabinieri, che prima ci hanno di nuovo spinti per allontanarci (invisibili e inudibili, perfetto) e poi ci hanno caricati. Così, per sport.
A fine manifestazione un ragazzo è stato isolato e picchiato dalle cosiddette forze dell'ordine perchè una sostenitrice del PDL si era messa a piangere per le offese verbali che dal corteo partivano verso i Berlusconses.
Così, di nuovo per sport.
Certo che ne fanno di sport questi qui!
Le cose che mi terrorizzano sono tre, ovvero:
1 - Berlusconi si è barricato la dentro ed ha parlato ai convertiti, come suo solito ha fatto sparire l'opposizione, non ha avuto il coraggio di confrontarsi. Oltre che un vigliacco quindi ha un senso delle istituzioni e della democrazia pressochè inesistente. Ed è il presidente del consiglio.
2 - Gli unici giornali che hanno scritto cosa è successo sul serio sono stati La Repubblica (edizione di Firenze) e il Nuovo Corriere. Sugli altri c'è stato uno zuppone incredibile, tutto e il contrario di tutto: dai 70 facinorosi de La Nazione con la bava alla bocca che non sono stati affatto caricati ai 400 del Tirreno che si è incasinato fra carica si carica no carica boh.
Questo è un muro di gomma signori, dobbiamo preparare dei proiettili adatti.
3 - La polizia ha caricato noi, proteggendo gente che faceva IL SALUTO ROMANO!

Leggetevi pure gli articoli di Repubblica, sono tutti per voi.

mercoledì 3 giugno 2009

Minima rassegna stampa

Questa simpatica gente che si profonde in saluti romani costituiva l'audience di Silvio Berlusconi all'anfiteatro Pecci di Prato, e così salutava noi manifestanti dall'altre parte della strada. Amen e tante belle cose.




Questo è quello che invece è successo effettivamente poco tempo prima. Come viene riportato dai giornali locali? Vediamo un po'...
La NAZIONE:
"Ad aspettare Berlusconi per contestarlo fuori dal pecci c'era però anche una 70ina di persone dell'estrema sinistra...c'è stato un lancio di sassi...Un uomo e sua figlia sono stati portati in questura per accertamenti. Al termine della manifestazione all'esterno dell'anfiteatro, nel corso di una carica di alleggerimento un carabiniere è stato colpito al petto da un giovane"
Allora
A- Eravamo minimo 200 persone
B - La carica NON ERA DI ALLEGERIMENTO, lo potete vedere da soli
C- Chissà che male un cazzotto al petto col giubbotto imbottito che si ritrovano, una ragazza che conosco si è ritrovata con un bozzo in testa che faceva provincia.

Il TIRRENO
"400 contestatori che si erano autoconvocati su Facebook hanno urlato slogan contro il premier e ben preso sono venuti a contatto con il cordone di Polizia e Carabinieri. Una prima carica non ha sortito effetto, nelle due successive è volata qualche manganellata e qualche calcio, un carabiniere è rimasto leggermente ferito"

Boia coi carabinieri feriti! E i manifestanti? Mistero.

venerdì 28 novembre 2008

Ogni tanto l'università serve



"Un'altra ampia tipologia di regime non democratico è quello tradizionale, basato sul potere patrimonialistico del leader che gestisce la cosa pubblica come sua dotazione privata"
(Introduzione alla scienza politica - D. Dalla Porta)